Noli me tangere
Mar. 18th, 2020 06:37 pmPersonaggi: Seifer Almasy, Zell Dinch
Rating: Inserisci
Parole: 360
Prompt: Noli me tangere - "Non mi toccare."
Note:
A Valy <3 che sto trascinando nel lato oscuro 8D
Quando Zell rientrò nell'appartamento che divideva con il suo ragazzo, sporco da testa a piedi, la prima cosa che quest'ultimo si ritrovò a pronunciare non fu un saluto affettuoso né un gentile e forse divertito «Che cosa ti è successo?», perché dalle sue labbra sfuggì un perentorio: «Se osi toccarmi conciato in quel modo, giuro che ti stacco le palle e le uso come fermacarte».
E Zell, che era ormai abituato alle minacce di Seifer - avevano passato anni a insultarsi e odiarsi, e già da tempo aveva capito come distinguere le vere minacce da quelle meno reali -, sembrò non mostrare né senso di colpa né stupore, anzi: piegò le labbra in un sorriso innocente, come se non avesse effettivamente pensato di andare ad abbracciarlo.
«Sai Seifer…», fece un passo avanti e Seifer arretró. Non era solito farlo, neanche davanti ai nemici, ma le condizioni del suo ragazzo erano tali da farlo reagire in quel modo.
«Non. Mi. Toccare», ripeté con più decisione.
«Ma… non mi vedi da due giorni», si lamentò Zell. In realtà, sembrava parecchio divertito da quella situazione, ma Seifer non era disposto ad arrendersi.
«No», sbottó infatti, dando poi alla sua voce un tono ancor più fermo e deciso, «prima ti fai una doccia e ti cambi, non ho neanche bisogno di avvicinarmi di più a te per sapere che puzzi come un Marlboro».
«Beh, è una lunga storia… ma per farla corta non sei poi così lontano dalla verità», Commentó Zell, facendo un altro passo verso Seifer che, questa voglia senza arretrare, gli scoccò un'occhiata realmente pericolosa.
«Doccia. ORA», dichiarò senza lasciar spazio ai 'se' e ai 'ma'.
Infatti, Zell con lo sguardo da cucciolo bastonato, si fermò - aveva sporcato tutto l'ingresso, ma su quello Seifer poteva soprassedere.
«Va bene va bene…. ma potresti ugualmente venire con me e… assicurarti che mi lavi per bene, no?», propose infine, con gli occhi di nuovo vispi e speranzosi.
Seifer lo fissò in silenzio per qualche istante, con le labbra strette e il naso arricciato, poi il suo sguardo sembrò sciogliersi in uno più malizioso.
«Forse è meglio che lo faccia visto che sei un disastro».