Predestinato
Feb. 20th, 2020 02:02 pmFandom: Fire Emblem Fates
Personaggi: Xander, Ryoma
Rating: SFW
Parole: 1050
Prompt: Cucciolanza
Note:
Ho sempre un debole per le omegaverse con soulmates!AU.
Xander era il perfetto Principe del Nohr. Era forte e abile in battaglia, versato tanto nelle arti quanto nel combattimento: esattamente come doveva essere un alfa. Era un leader nato, ammirato e rispettato sia dai suoi sudditi che dai suoi sottoposti che vedevano in lui il futuro del Regno.
Tuttavia ben pochi sapevano che le sue doti non erano innate, frutto del suo status di alfa e dell'educazione ferrea di suo padre. Tutte le sue abilità erano il risultato di allenamenti ossessivi e snervanti, sacrifici e umiliazioni, perché il futuro Re del Nohr non era un alfa: era un omega.
Era stato un durissimo colpo per Garon scoprire la natura del suo primogenito, e quello - unito alla necessità di Xander di compiacere il padre - lo aveva spinto a nascondere a tutti il vero secondo genere del figlio.
"Nessuno dovrà mai saperlo", gli aveva detto con voce dura. Agli occhi dell'intero Regno e dei suoi nemici doveva essere un alfa senza alcun difetto. Doveva incutere timore al solo sentire lo scalpitio degli zoccoli del suo cavallo, doveva ispirare rispetto e lealtà… e anche grazie alla magia, Xander era sempre riuscito a nascondere le conseguenze meno piacevoli della sua natura.
Per anni era stato ossessionato da quelle apparenze, al punto da ignorare totalmente quella che si rivelò essere l'unica crepa in quella sua perfetta maschera: l'arrivo del suo cosiddetto alfa predestinato.
Era un incontro raro quello tra due esseri predestinati, spesso in un'intera generazione nessuno riusciva ad assistere all'incontro di due anime gemelle, ma il fato aveva voluto far incontrare Xander con Ryoma: il Principe di Hoshido.
Per Xander era stato terribile scoprire quel legame - che per un omega era molto più intenso che per un alfa. La magia che lo aiutava a mutare il suo odore e a sopprimere i cicli di calore aveva vacillato quando la sua lama si era scontrata contro quella di Ryoma, e aveva dovuto fare appello a tutti gli insegnamenti che lo avevano plasmato in quegli anni per impedire di rovinare ogni cosa.
Era un disastro, e suo malgrado lo fu ancor di più ritrovarsi sul piano astrale insieme a Ryoma… non come nemico ma come alleato. Dovevano collaborare e trascorrere del tempo l'uno accanto all'altro, e Xander seppe fin dal principio di dover far fronte a due problemi ben diversi. Da una parte doveva fare in modo che il Principe di Hoshido non si rendesse conto del loro legame, ma dall'altra doveva combattere contro quei suoi sentimenti che sembravano essere naturali come il respirare.
Difficilmente sarebbe riuscito ad impedire a Ryoma di sentirsi attratto a lui - quello era il loro legame, poteva provare a celarlo ma non distruggerlo o negarlo -, ma Xander per tutti era un alfa e di conseguenza l’hoshidese si sarebbe dovuto mettere l'anima in pace. Perché due alfa non potevano legarsi attraverso un vincolo predestinato, quindi Xander si sentiva certo delle sue possibilità di superare quel problema.
Doveva solamente resistere, perché alla fine quella guerra sarebbe finita e sarebbero tornati entrambi nei rispettivi Regni. Alleati ma mai compagni o qualcosa di più.
Sospirò, passandosi una mano tra i capelli, perché 'sulla carta' il suo piano aveva senso e sembrava anche di facile attuazione, ma nella realtà non lo era. Xander aveva iniziato a trovare sempre più complicato evitare di rimanere da solo con l'altro uomo, o cercare di mostrarsi disinteressato... e di certo Ryoma non faceva niente per apparire meno perfetto.
Ryoma non solo era dotato di un fisico statuario e di un'ottima leadership, ma era anche gentile e comprensivo con i suoi fratelli minori... tutte cose che Xander non riusciva ad ignorare.
Come in quel preciso istante nel quale Ryoma stava giocando con un gattino minuscolo, facendolo saltare da una parte all'altra nel tentativo di afferrare un ramoscello.
Quell'uomo dalle spalle larghe, capace di battersi ad armi pari con lui, aveva in viso un'espressione dolce e divertita mentre seguiva quel micino e Xander non poté negare di aver sentito il suo cuore fare una capriola.
Non era solito usare la parola 'adorabile' per descrivere qualcuno - soprattutto non una persona come il Principe dell'Hoshido -, ma Ryoma lo era.
Emise un altro sospiro, appoggiandosi alla parete dello stabile dietro il quale aveva deciso di nascondersi.
Quella doveva essere la sua maledizione, non ne aveva dubbi. Essere nato omega in un regno comandato dagli alfa non era stato abbastanza, aveva dovuto trovare la sua anima gemella in quell'uomo che aveva considerato un nemico per così tanto tempo. Un uomo pressoché perfetto in tutto.
«Principe Xander», la voce profonda di Ryoma, inaspettatamente vicina, lo fece sobbalzare.
Si voltò di scatto, fronteggiando il Principe Hoshidese che - con il gattino in braccio - lo aveva raggiunto con in viso un'espressione curiosa e quasi divertita.
«Non intendevo spaventarti», si scusò e Xander si affrettò a scuotere il capo.
«Non mi hai spaventato», rispose, «piuttosto mi scuso per averti disturbato», aggiunse.
«Nessun disturbo, sapevo che eri qui già da un po'», ammise.
«Come?»
Xander era certo di non aver fatto rumore e di esseri nascosto alla perfezione, non era uno sprovveduto.
«Il tuo odore. Lo riconoscerei tra mille», spiegò Ryoma, «anche se cerchi di nasconderlo con la magia e con i tuoi modi».
Se le braccia non fossero state attaccate al suo corpo, sicuramente, in quell'istante gli sarebbero cadute per terra e si ritrovò a correggere la sua precedente definizione: era decisamente uno sprovveduto.
Aveva pensato a tutto - a mostrarsi disinteressato e a comportarsi come un alfa -, ma non aveva preso in considerazione l'odore. Poteva celarlo con la magia ma non poteva nasconderlo del tutto alla sua anima gemella.
«Quando ti sentirai pronto ad affrontare l'argomento, sappi che sarò qui ad attenderti», riprese Ryoma con tono comprensivo, forse approfittando del silenzio nel quale Xander si era chiuso, «per il momento, se è un tuo desiderio, ti andrebbe di accompagnarmi alle cucine a dare da mangiare a questo gattino?», aggiunse infine, accarezzando il capo del micino, che si sciolse in delle rumorose fusa.
Xander sospirò per l'ennesima volta, ancora incerto su come comportarsi e come reagire a tutto quello, ma alla fine il danno era già stato fatto e poteva solo lasciarsi trasportare dagli eventi.
«D'accordo...», rispose infatti, decidendo di arrendersi, «sento di poter accettare la tua offerta, Principe Ryoma».