Fandom: Fire Emblem Three Houses
Personaggi: Sylvain Jose Gautier, Felix Hugo Fraldarius
Rating: SFW
Parole: 735
Prompt: Cucciolanza
Note:
Per il compleanno di Felix! E sono tremendamente in ritardo çAç
Era stato strano per Sylvain entrare nel Campo Marzio e non trovarvi la familiare figura di Felix. Aveva dato per scontato il trovarlo lì, con una spada d'allenamento in mano, a distruggere uno dopo l'altro i fantocci e altri attrezzi d'allenamento, ma il suo compagno non si trovava in quel luogo.
Certo, era pienamente consapevole che il suo migliore amico non vivesse ventiquattr'ore su ventiquattro in quel campo, ma il più delle volte era quasi normale trovarlo lì anche ad orari improponibili.
Si accigliò, grattandosi la nuca, cercando di ragionare su dove potesse essersi cacciato Felix.
Sylvain era appena stato al Refettorio ed escludeva di poterlo trovare lì a mangiare. Non credeva neanche di trovarlo né nella serra - Felix non era minimamente dotato del classico pollice verde - e né tanto meno all'interno del Monastero - non amava né pregare né cantare, quindi non aveva senso la sua presenza in quei luoghi di culto.
Prese in considerazione il poterlo trovare al molo, ma sarebbe stato più probabile scorgervi la Professoressa Byleth che Felix. Vi era anche la sauna tra le possibili location, ma a quell'ora era sicuramente occupata dai Cavalieri e Sylvain dubitava fortemente che il suo compagno volesse dividere uno dei suoi momenti di pace con i rumorosi membri della milizia di Seiros.
Rimanevano di conseguenza ben pochi luoghi nel quale cercarlo e Sylvain, che non aveva niente di meglio da fare se non disturbare il suo migliore amico - o in quel caso cercarlo -, si prese come sommo impegno il trovarlo ad ogni costo.
Uscì dal Campo Marzio e dopo aver chiuso alle sue spalle l'ampio portone, si guardò attorno per un breve istante. Andando per logica, gli sarebbe convenuto dividere la sua ricerca in 'zone' e decise quindi di percorrere prima il perimetro esterno del Garreg Mach, per poi dedicarsi ad una ricerca più approfondita all'interno delle varie strutture.
Camminò quindi lentamente lungo i dormitori, superò la serra e attraversò infine il piccolo molo fino al mercato. Lì si soffermò solo un istante per poter salutare il Piantone con ampio sorriso, per poi salire le scale verso le stalle e fortunatamente, fu proprio dietro quegli stabili che Sylvain riuscì a scorgere la figura familiare del suo migliore amico.
La sua ricerca era volta al termine.
Si avvicinò alla staccionata osservando il suo compagno chino per terra, accanto a delle casse grandi e dall'aspetto pesante. Sembrava concentrato e perso nei suoi pensieri, tant'è che non si voltò neanche quando Sylvain, scavalcò l'ostacolo .
«Ehi Fe!», lo salutò portandosi le mani dietro la nuca, camminando lentamente verso di lui, «Che fai? Non ti ho trovato al Camp-»
«Shh!», intimò l'altro, voltandosi di scatto con uno sguardo duro e serio che costrinse Sylvain a bloccarsi sul posto.
«Felix... va tutto bene?», pigolò. Non poté fare a meno di preoccuparsi un poco per quella reazione, si aspettava degli insulti o il classico imbarazzo del suo migliore amico, non quello sguardo seriamente minaccioso.
Fece qualche altro passo in sua direzione, sforzandosi di mantenere il silenzio, e lì scoprì il motivo della reazione di Felix.
Dei gatti, anzi: gattini.
Nascosta dietro la scatola, vi era infatti una gatta dal pelo bianco e nero, attorniata da cinque gattini di pochissimi giorni che alla cieca cercavano in ogni modo di attaccarsi alle sue mammelle per nutrirsi. La gatta, nel vederlo, alzò il capo pigramente per poi abbassarlo di nuovo - forse, constatò Sylvain, non lo stava considerando una minaccia.
«Eri qui per loro?», domandò piano, chinandosi a sua volta per osservare meglio quella scena tenera.
Felix li per lì non rispose, ma Sylvain notò subito le sue orecchie e il collo farsi più rosso.
«Questa è la gatta del Campo Marzio», spiegò qualche attimo dopo, «non l'ho vista e sapevo che era incinta...»
«E sei venuto a cercarla», concluse per lui Sylvain con tono affettuoso. Felix poteva fare il duro quanto voleva, ma aveva un cuore d'oro e quella ne era solo l'ennesima prova.
«Sai benissimo che ti ammazzo se osi dirlo a qualcuno, vero?», lo minacciò e Sylvain, sfiorandogli le dita della mano con la sua, gli rivolse un sorriso complice.
«I tuoi segreti sono sempre al sicuro con me», rispose onesto.
Felix, pur mantenendo la sua solita espressione accigliata, gli strinse la mano, probabilmente certo di essere al sicuro da occhi indiscreti che non lo avrebbero giudicato per quel gesto così intimo e affettuoso.
«Lo so».