Fandom: Final Fantasy XV
Personaggi: Prompto Argentum, Noctis Lucis Caelum
Rating: SAFE
Parole: 435
Prompt: 51. Andante
Note:
Ho interpretato il prompt "andante" nel suo significato di "semplice, ordinario, persona alla buona, senza pretese"
Era quasi nella norma per Prompto lasciarsi investire in pieno da dubbi e crisi esistenziali.
Perché per quanto la sua amicizia con il Principe Noctis fosse consolidata, talvolta stentava a credere che il suo rapporto con Noct potesse aver preso una svolta ben più profonda e intima di una semplice amicizia.
Noctis lo amava e Prompto non provava alcuna esitazione nel rispondere con un: «Ti amo anche io», perché era la verità più assoluta. Lo amava più di qualsiasi altra cosa, anche più di se stesso.
Eppure, mentre Noctis dormiva accanto a lui, con un'espressione rilassata e pacifica in volto, Prompto non poteva non ritrovarsi vittima dei suoi stessi pensieri.
Noctis, d'altro canto era un principe, e lui… chi era?
Una persona ordinaria, un plebeo senza alcuna abilità particolare o dote innata. Prompto era semplicemente… Prompto.
Come poteva una persona come lui poter ricoprire il ruolo di compagni del Principe?
Erano su due piani totalmente diversi, e anche se non si sarebbe mai azzardato a mettere in dubbio i sentimenti di Noctis, non poteva fare a meno di mostrare incertezza nei confronti della sua stessa persona.
Era davvero adatto al Principe? Quanto ci avrebbero messo tutti a chiedersi cosa ci fosse di vero in quella relazione?
Oppure, quando avrebbero iniziato a consideralo un approfittatore o a vederlo come una merce ormai andata a male? Un sollazzo passeggero per l'erede al trono di Lucis?
Lui e Noctis avevano già affrontato quel discorso un miliardo di volte, e per quanto quest'ultimo sapesse sempre dirgli le cose giuste per rassicurarlo, la sua mente testarda tornava ogni singola vita a martellarlo con quegli stessi dubbi.
Chiuse gli occhi, inspirando quasi rumorosamente, emettendo poi un verso di sorpresa quando si sentì afferrare per una spalla, per più venire tirato giù verso il letto.
Si ritrovò in un attimo stretto tra le braccia di Noctis, mezzo addormentato.
«N-Noct?»
«Ti sento pensare e non riesco a dormire», mugugnò l'altro in risposta, accostandosi di più a lui.
«Non puoi sentirmi pensare», ribatté Prompto.
Noctis sbuffò.
«Sì invece… perché pensi a stupidaggini. Quindi ora dormi anche tu e non dare peso a cavolate».
Prompto, onestamente, non rimase neanche sorpreso da quelle parole perché più di una volta Noctis aveva dimostrato un certo sesto senso nei suoi confronti e quella ne era solo l'ennesima dimostrazione.
Sorrise, sentendosi istintivamente più rilassato. Era quello l'effetto che Noctis aveva su di lui.
Si sistemò meglio tra le braccia del suo compagno, stringendolo a sua volta per ricambiare l'abbraccio.
Sicuramente i suoi dubbi sarebbero tornati alla carica, come sempre d'altronde, ma in quell'istante Prompto si sentiva tutto fuorché ordinario.