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[personal profile] kurecchi

Fandom: Ensemble Stars!

Personaggi: Koga Oogami, Adonis Otogari

Rating: SAFE

Parole: 1365

Prompt: Dishabiliophobia

Note:

  1. Dishabiliophobia - Paura di spogliarsi davanti a qualcuno.

  2. KOGA È STUPIDO MA LO AMIAMO COSÌ COM'È (ed ha ragione su Adonis v.v)


Koga aveva già visto Adonis a petto nudo innumerevoli volte, perché se c'era un qualcosa che quel Maledetto Vampiro aveva compreso delle fans degli Undead, era la loro totale adorazione per i muscoli del ragazzo.

Era sempre stata una cosa normale per Koga e, cosa non meno importante, erano due ragazzi e quello che aveva Adonis lo possedeva pure lui - forse con meno muscoli, ma erano uguali in ogni caso.

Tuttavia, da quando si erano goffamente dichiarati l'uno all'altro, le cose erano cambiate di netto. Adonis non era più solo il suo compagno di Unit, era il suo ragazzo. Era entrato a far parte del 'branco' ed era addirittura stato approvato da Leon.

Erano entrambi alla loro prima 'relazione sentimentale' e di conseguenza quella che stavano vivendo era una situazione nuova, fatta di baci rubati quando nessuno li poteva vedere, di sguardi carichi d'affetto e complicità, e anche di mani che si sfioravano di nascosto quando camminavano o quando si sedevano vicini. Era tutto imbarazzante per Koga, ma al tempo stesso non poteva neanche negare di sentirsi felice, e di trovare i sentimenti che aveva sviluppato per Adonis stupendi e perfetti.

Ed era così preso da quelle emozioni da non aver mai preso realmente in considerazione, l'argomento intimità.

Certo, ci aveva pensato - era pur sempre un adolescente -, ma non era mai stata una sua priorità perché si sentiva appagato da quello che provava stando in compagnia del suo partner.

Per quel motivo, quando si ritrovò da solo con Adonis, negli spogliatoi delle alle terme, tutto gli sembrò quasi crollargli sulle spalle.

Si trovavano per cosiddire 'trasferta' per un live e il fato aveva voluto che il loro alloggio fosse provvisto di terme, e visto che quella sera era l'unica che avrebbero potuto passare in totale relax, la scelta di quel bagno termale era stata la più ovvia e innocente per entrambi... almeno fino a quando Koga non iniziò 'a pensare'

Aveva già visto Adonis senza maglietta, ma quella era la prima volta che lo vedeva da quando si erano 'fidanzati', e Koga non poteva negare di sentire il peso di tutte le implicazioni più o meno giustificate. Cosa che, al contrario, Adonis sembrava non provare.

Il suo ragazzo aveva infatti iniziato a muoversi in tutta tranquillità per gli spogliatoi, lasciando nell'armadietto che gli era stato assegnato la giacca e canticchiando una delle canzoni della loro Unit a labbra strette.

Era chiaramente di buon umore e Koga si sentiva un perfetto idiota per non essere in grado di rilassarsi come il suo compagno. E, cosa non meno importante, si ritrovò addirittura a insultare il Maledetto Vampiro e Hakaze per aver deciso di non venire con loro alle terme - di sicuro Sakuma lo aveva fatto di proposito per lasciarli da soli, ne era certo.

Si sedette di peso sulla panchina in legno, con le mani strette a pugno.

Forse, si disse nel tentativo di calmarsi, Adonis neanche pensava a fare qualcosa di più di qualche bacio e abbraccio. Ed era anche probabile, convenne con se stesso Koga, perché l'altro ragazzo era spesso un po' lento e ingenuo nel comprendere certe cose.

Probabilmente si stava agitando per niente, e doveva per davvero darsi una regolata, perché non voleva che Adonis si sentisse forzato a fare qualcosa chissà cosa o a disagio. 

Chiuse gli occhi e prese un bel respiro, ripetendo mentalmente ciò che aveva appena pensato per trovare l'equilibrio che gli stava mancando... e che, suo malgrado, venne di nuovo a mancargli quando sentí la voce profonda di Adonis richiamarlo.

In un'altra situazione si sarebbe magari reso conto della preoccupazione del suo compagno, presente sia nei suoi occhi dorati che nel suo stesso tono, ma in quel preciso istante tutte le sue attenzioni si erano riversate sul petto nudo di Adonis.

Era perfetto. Aveva un fisico invidiabile, con i muscoli ben delineati, e la sua pelle scura sembrava rendere tutto più esotico e invitante. E Koga non poté non sviluppare anche un vago senso di inadeguatezza alla sola idea di paragonare il suo corpo a quello di Adonis.

Non lo aveva mai fatto né si era mai sentito a disagio con l'altro ragazzo - avevano dormito nella stessa tenda in mutande una volta ed era andato tutto bene -, e soprattutto non aveva mai provato imbarazzo verso il suo corpo. Non era muscoloso come Adonis, ma non era neanche fuori forma o peggio, però per il nervosismo stava costringendo a nutrire quelle sciocchezze, e a decidere con fermezza che non si avrebbe spogliato davanti ad Adonis per nulla al mondo.

«Va tutto bene?», gli chiese quest'ultimo e Koga storse il naso, con le guance rosse per l'imbarazzo e le orecchie che gli fischiavano per chissà quale motivo.

«Sì, certo», sbottó guardando altrove, riuscendo in qualche modo a trattenersi dal portare le braccia al petto come per proteggersi, come se Adonis potesse costringerlo a spogliarsi nonostante la sua paura.

Era impossibile perché Adonis non lo avrebbe mai fatto a prescindere e ne era pienamente consapevole, ma la sua testa stava lavorando ad un ritmo frenetico, sfornando cavolate su cavolate, e non era certo di poterla fermare.

Infatti l'unica soluzione che gli venne in mente per provare ad arginare quel senso di inadeguatezza trasformato in timore, fu il dichiarare un: «Me ne torno in camera».

Cosa che lo aiutó solo in parte se non per niente visto che prima di tutto divideva la stanza proprio con Adonis e secondo… lo sguardo sorpreso e preoccupato di quest'ultimo.

«Oh… ti accompagno allora», rispose Adonis gentile ma senza nascondere la sua perplessità.

«No no!», reagì istintivamente Koga, affrettandosi a bloccare l'altro ragazzo, «Volevi stare alle terme quindi restaci!»

Si sentiva un perfetto idiota ma più i suoi occhi si posavano sui pettorali di Adonis, più sentiva crescere il suo bisogno di restare vestito per sempre.

«Non mi sembri in forma…», riprese l'altro ragazzo.

«Sono solo stanco! Tu goditi le terme!»

Il suo piano, in quel momento, prevedeva la fuga - da vero codardo - e il fingere di dormire al rientro di Adonis nella camera che avrebbero diviso. Non vedeva altre soluzioni.

«Io… credo verrò con te. In fondo, volevo venire qui solo per stare in tua compagnia».

La risposta sincera di Adonis, tuttavia, distrusse letteralmente ogni sua sicurezza.

Emise un verso, portandosi entrambe le mani al viso per soffocarne un secondo.

Perché il suo ragazzo doveva essere così innocente, dolce e perfetto? 

«Dannazione», imprecó.

«Oogami?»

«Hopauradispogliarmidavantiate», dichiarò velocemente, incapace di trattenersi. Il viso gli andò in fiamme per la sua stessa ammissione e continuò a inveire mentalmente per essersi cacciato in quella situazione così assurda.

«Non credo di aver capito…», mormorò comprensibilmente Adonis, strappando un nuovo lamento a Koga, che si ritrovò costretto a ripetere le sue parole più lentamente.

Ne avrebbe fatto a meno, ma non voleva rovinare tutto con Adonis. L'altro ragazzo per più importante anche del suo stesso orgoglio e di quei timori infondati.

«Ho paura di spogliarmi davanti a te», rivelò.

«Ma ci siamo già visti nudi», rispose confuso Adonis, costringendo in quel modo Koga ad una spiegazione più articolata.

«Non da quando… abbiamo una relazione», sveló, «è diverso… e tu sei così oscenamente perfetto».

Adonis parve pensarci e la sua prima reazione - perché era un ragazzo d'oro che Koga non era neanche certo di meritarsi in quel momento - fu quella di indossare di nuovo la maglietta.

«Mi dispiace averti messo a disagio. Ma non avevo… nessuna intenzione di… approfondire la nostra intimità», concluse con il viso leggermente più rosso.

«Lo so!», ammise Koga, sentendosi sempre più stupido, soprattutto quando si costrinse a continuare la sua spiegazione, «Ho esagerato ma non è solo quello. Intendo… guardati. Hai un corpo stupendo, ed io… no».

Adonis sbatté più volte gli occhi e quando rispose con un sincero e genuino: «Per me tu sei stupendo», Koga comprese per l'ennesima volta di essere non solo un cretino di prima categoria ma anche di avere il miglior ragazzo al mondo.

Per natura, Adonis, non era in grado di mentire. Era sempre sincero, a volte anche troppo, e quella ne era la dimostrazione.

Cosa che, in un solo momento, riuscì a cancellare qualsiasi sua paura, fondata o meno.


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