Fandom: Fire Emblem Three Houses
Personaggi: Dimitri Alexandre Blaiddyd, Claudevon Riegan
Rating: SAFE
Parole: 305
Prompt: Ista cum lingua, si usus veniat tibi, possis culos et crepidas lingere carpatinas - 'con questa lingua potresti, all'occorrenza, leccare culi e sandalacci di cuoio' (Catullo)
Note:
Tutta per Tatsu che sta passando al lato oscuro ù_ù
Una volta Nader gli aveva detto una frase strana in una lingua antica e ormai morta del Fòdlan e che poteva venire tradotta con un: "Con questa lingua potresti, all'occorrenza, leccare culi e sandalacci di cuoio".
A detta del guerriero era una sorta di complimento per via della capacità da adulatore di Claude, visto che sin da bambino si era dimostrato molto abile nell'incantare le persone con sorrisi e giri di parole, volti ad ottenere tutte le informazioni che voleva.
Certo, ad Almirya non era stata una capacità molto utile - le persone lo consideravano 'troppo del sud' per trattarlo come 'uno di loro' -, ma da quando era entrato nell'Accademia Militare del Garreg Mach, quel suo 'dono' aveva finalmente mostrato tutti i suoi vantaggi.
Anche se, si era suo malgrado ritrovato a dover riconsiderare la parte del "leccare culi", perché aveva conosciuto Dimitri Alexandre Blaiddyd.
Si era subito sentito attratto da lui, dal suo aspetto 'principesco' e dai suoi modi gentili, che celavano però non poche ombre. Lui e Dimitri, in un certo qual modo, non erano poi così diversi.
In ogni caso, da quando la sua strada si era incrociata con quella dell'erede al trono del Sacro Regno di Faerghus, Claude si era ritrovato a dare fondo a tutte le sue capacità di adulatore per riuscire ad averlo solo per sé.
Alla fine, era riuscito a trascinarlo in una sorta di relazione sessuale proibita, tant'è che quelle due paroline non erano più un sinonimo di 'ruffianeria' ma descrivevano la realtà. E agli occhi di Claude non esisteva niente di più sensuale e bello del Principe del Sacro Regno di Faerghus a carponi sul letto, nudo e sudato, con la bocca piena di gemiti e sospiri mentre Claude metteva in mostra tutte le magie che era in grado di compiere con la sua lingua.