Polarlys

Dec. 24th, 2019 02:43 pm
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Fandom: Klaus - I segreti del Natale

Personaggi: Klaus, Jesper Johansson

Rating: SFW

Parole: 715

Prompt: 32. Immagine

Note:

  1. QUESTO FILM MI HA ROVINATA. Lo amo *piange*

  2. Polarlys sarebbe Aurora Boreale/Aurora Polare nella lingua norvegese


Smeerensburg dormiva ancora sotto un limpido cielo stellato ma presto, al risveglio dei bambini, tutte quelle silenziose case si sarebbero riempite di trilli gioiosi. 

Un altro anno era trascorso e un'altra notte di Natale stava per giungere al termine, e Klaus a due anni di distanza, faticava ancora a credere alla piega presa dalla sua vita. Mai, neanche nei suoi sogni, era stato in grado di immaginarsi così lontano dalla sua isolata dimora, e ancor meno su una slitta trainata da delle renne con accanto la persona che lo aveva aiutato a guarire dal dolore per la perdita della sua amata Lydia.

Jesper Johansson era diventato in pochissimo tempo una presenza importante e irrinunciabile nella sua vita. Spesso sapeva essere insopportabile e rumoroso, ma aveva dimostrato di possedere un cuore grande e generoso, ed il fatto che avesse abbandonato tutto per restare in quella cittadina significava molto non solo per gli abitanti del luogo ma soprattutto per Klaus.

Senza di Jesper lui avrebbe continuato la sua vita in solitudine, attendendo l'inevitabile momento in cui si sarebbe potuto ricongiungere con Lydia. Una vita in attesa della morte.

Doveva tutto a quel giovane uomo e anche se Klaus difficilmente sarebbe riuscito ad esprimere a parole tutti i suoi sentimenti, non passava giorno o istante senza qualche gesto o piccole attenzioni, volte a dimostrare a Jesper quanto fosse importante.

Come in quell'istante nel quale il suo compagno, cullato dal leggero ondeggiare della slitta, si era lasciato andare contro la spalla di Klaus, russando quieto.

Dormiva, perché nei giorni precedenti non gli era quasi stato possibile chiudere occhio e una volta finito il giro a Smeerensburg era semplicemente crollato.

Klaus era rimasto immobile per non svegliarlo ed aveva spinto le renne ad una camminata più lenta per evitare troppi scossoni. Altro non poteva fare.

Sorrise tra sé e sé, nascondendo dietro i folti baffi le sue labbra rilassate, che assunsero però una piega incuriosita quando una leggera folata di vento turbinò dinanzi alla slitta… per poi fuggire verso un bivio che Klaus, pur dovendo tornare a casa, decise di prendere senza pensarci due volte.

Si fidava di quel vento e quando quel breve inseguimento terminò comprese anche il motivo di quella deviazione. Il cielo stellato si stava lentamente tingendo con tonalità verdi e azzurrine, disegnando in cielo onde astratte senza un inizio o una fine.

Era l'aurora polare ed era uno spettacolo in grado di mozzargli il fiato ogni singola volta.

Tante erano le leggende nate attorno a quel fenomeno, ma l'unica alla quale Klaus aveva creduto riportava proprio la voce della sua Lydia.

«Se esprimi un desiderio alle voci dell'aurora, queste potrebbero esaudirlo», diceva, dopo averlo trascinato fin sul colle per poter osservare senza l'ostacolo degli alberi quelle straordinarie luci.

Avevano espresso tanti desideri ma quelle voci non li avevano mai ascoltati.

Klaus aveva smesso di credere, ma se quel vento lo aveva condotto lì… forse vi era un motivo.

Fece fermare le renne per ammirare quelle luci ancora per qualche momento, accigliandosi però quando sentí Jesper mugugnare un: «Siamo già a casa?», assonnato e confuso.

«No», rispose paziente, sperando di non essere stato lui con quella deviazione a destarlo, «ho preso un'altra via per osservare l'aurora», spiegò con calma.

Jesper, ormai del tutto sveglio, si stiracchiò e occhieggiò a sua volta il cielo con un'espressione meravigliata.

«Non mi stancherò mai di vederla», esalò infatti l'attimo successivo, facendo scorrere lo sguardo lungo la volta notturna illuminata dall'aurora polare.

Klaus annuì restando in silenzio per ammirare a sua voglia le luci. Presto, nella quiete di quella notte, ad entrambi parve di sentire delle voci astratte e musicali, lontane ma anche vicine, tipiche di quel fenomeno.

«Si dice che… queste voci abbiano il potere di esaudire i desideri», svelò Klaus alla fine, condividendo con Jesper quel ricordo.

«Dici?», gli occhi del giovane uomo si sposarono rapidamente dal cielo al viso di Klaus e viceversa, «È la prima volta che sento una cosa simile… tu che cosa chiederai?»

Klaus inizialmente esitò e infine, incoraggiato da quello stesso venticello, decise di rispondere.

«Che… tutto rimanga così», mormorò sincero e Jesper, pur senza smettere di fissare il cielo, piegò le labbra in un sorriso.

La mano più piccola del giovane cercò la sua, più grossa e rovinata dal tempo.

«Sì, lo desidero anch'io…»

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