Rengoku's Diary
Mar. 4th, 2025 03:31 pmRating: SAFE
Personaggi: Rengoku Kyojuro, (gli altri appaiono solo perché nominati da Rengoku)
Warning: Rengoku Sopravvive, Diario
Parole: 3315
30 Ottobre
Sono trascorsi tre giorni da quando mi è stato permesso di assumere una posizione differente da quella supina e mi è stato consigliato di mettere per iscritto ciò che sto provando in seguito allo scontro contro la Terza Luna Crescente.
Superare il trauma e mantenere la mente concentrata sulla mia guarigione e sul futuro, è stato questo il consiglio che ho ricevuto da Kocho quando mi ha messo in mano questo diario.
Lasciar scorrere i miei pensieri e trascriverli su carta sembra sciocco, ma ho sempre avuto fiducia nei miei compagni e in Kocho. Quindi utilizzerò questo diario con lo scopo che mi è stato assegnato.
Due settimane fa sono stato portato d’urgenza alla Casa delle Farfalle. Le mie condizioni erano critiche e ammetto di aver smesso di combattere dopo aver visto le prime luci dell’alba costringere la Terza Luna Crescente alla fuga.
Avevo svolto il mio compito proteggendo tutte le persone sul treno ed anche se non ero stato in grado di sconfiggere quel demone, sapevo di potermi sentire fiero delle mie azioni.
Ero stanco e ricordo di aver visto mia madre in quegli istanti. La sua vista mi ha rassicurato e confortato, ed egoisticamente ho pensato di potermi lasciar finalmente andare, di abbandonarmi all’oblio.
Forse per questo motivo il mio risveglio, avvenuto qualche giorno dopo, è stato traumatico.
Il dolore era insopportabile. Ogni movimento e respiro mi ricordava gli attacchi della Terza Luna Crescente. Avevo spinto il mio corpo oltre il limite e quelle erano le conseguenze.
Tuttavia… ero vivo.
Avrei potuto riabbracciare Senjuro e, magari, anche cercare di recuperare il rapporto con mio padre.
Il dolore doveva ricordarmi di essere vivo e a quello mi ero aggrappato in quei primi giorni di agonia.
Mi sono affidato alle cure di Kocho ed ora ho finalmente la forza di fare quei piccoli movimenti che prima mi erano preclusi, come sedermi e scrivere.
Attualmente, come era immaginabile, il mio corpo risente ancora dello scontro e le ferite, temo, mi costringeranno ancora ad una lunga degenza.
Fatico a mantenere la mia solita respirazione e, spesso, avverto delle fitte al petto causate dalle costole incrinate. So che però guariranno con il tempo.
Ciò che non tornerà è, sfortunatamente, la vista all'occhio sinistro. Kocho ha fatto il possibile per salvare, anche solo in parte, l’occhio ma il danno era troppo esteso.
Non è qualcosa alla quale sarà facile abituarsi ma è un piccolo prezzo da pagare per la mia sopravvivenza. Questa perdita non abbatterà il mio spirito, il fato ha deciso che non fosse ancora la mia ora e impiegherò il tempo che mi è stato concesso per continuare a svolgere il mio dovere di Pilastro della Fiamma e Ammazza Demoni.
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2 Novembre
Ho diversi incubi dai quali, talvolta, è complicato fuggire.
Li ho sin da quando ho memoria di essermi svegliato alla Casa delle Farfalle e, a causa dei medicinali che mi consentono di dormire senza aggravare la mia situazione fisica, il mio sonno talmente profondo da far apparire quelle visioni come reali.
La verità è che lo sono.
Ogni notte nella mia mente si forma di nuovo il viso della Terza Luna Crescente e ogni notte combatto contro di lui, cercando di uscirne vincitore.
Il risultato, tuttavia, appare sempre già scritto.
Una sconfitta annunciata che si presenta a me in modi sempre differenti ma non meno dolorosi e, talvolta, spaventosi. Non tanto per le immagini che si formano nella mia mente, ma per le sensazioni che provo e che, sfortunatamente, non riesco ancora a definire con precisione.
Forse è a causa del trauma con il quale sto convivendo e dell’ansia che provo al risveglio, ma qualsiasi cosa sia non sono disposto ad arrendermi a quegli incubi, così come non mi arrenderò davanti allo spauracchio della Terza Luna Crescente.
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3 Novembre
Sto trascorrendo diverso tempo con i giovani Ammazza Demoni che mi hanno accompagnato durante la mia ultima missione.
Ho avuto modo di ascoltare le loro storie e di comprenderne, in qualche modo, paure e ambizioni.
Hanno intenzione di diventare miei allievi quando mi riprenderò, e la loro fiducia nei miei confronti mi scalda il petto, aiutandomi a dimenticare le incertezze. Trovo quasi semplice lasciarmi trasportare dal loro entusiasmo così rumoroso e genuino.
Inoltre, con loro spesso è presente anche Senjuro, e non nego di trovare altrettanto rassicurante il legame che mio fratello sta stringendo con quei ragazzi.
Senjuro è sempre stato un ragazzino timido e insicuro, e la nostra situazione familiare non ha mai contribuito a fargli sviluppare più sicurezza nelle sue capacità.
Chi mi preoccupa, invece, è mio padre.
Mi è stato detto che era presente nei miei primi giorni di convalescenza ma non ho avuto modo di incontrarlo, almeno non consciamente. Perché ho un ricordo, vago e sfumato dei momenti nei quali faticavo a restare lucido, nel quale mi era sembrato di aver visto mio padre accanto a me.
Ricordo anche delle parole, qualcosa di simile ad una promessa.
Avevo provato sollievo come quando, da bambino, era lui a cullarmi dopo un incubo. Questo stesso ricordo della mia infanzia, alle volte, mi sembra solo frutto della mia immaginazione… ma penso sempre che sia ugualmente reale.
Ciononostante non posso fare a meno di chiedermi perché non sia qui? Tuttavia, fatico a trovare il coraggio per porre quella domanda anche a Senjuro.
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4 Novembre
Animato dalla frustrazione a causa delle ultime parole scritte in queste pagine, questo pomeriggio ho chiesto a Senjuro notizie di nostro padre e tuttora fatico a credere alla risposta che mi è stata data.
Nostro padre ha smesso di bere e ha ripreso in mano la sua vecchia nichirin, intenzionato ad allenare i nuovi Ammazza Demoni.
La sua assenza non era voluta, ma bensì intenzionale, almeno a detta di Senjuro, causata dalla vergogna che nostro padre provava nei suoi stessi confronti per il dolore e il peso che ha fatto gravare sulle nostre spalle in quegli anni.
Vuole ripresentarsi a me come un uomo nuovo, una persona della quale io e Senjuro potessimo sentirci fieri.
Queste scoperte mi hanno dato tanto da pensare ed ho provato un tale sollievo da non poter nascondere le lacrime.
Piangere è stato rinfrancante sotto un certo punto di vista.
Un qualcosa che ho tenuto nascosto anche a me stesso era la preoccupazione per il futuro della mia famiglia. Ho sempre rispettato mio padre e il suo dolore, ma dentro di me non nego di averlo anche detestato per aver abbandonato i suoi figli nel momento di maggior bisogno.
Se fossi morto, che fine avrebbe fatto Senjuro? Il lutto avrebbe distrutto quel poco che rimaneva della mia famiglia o li avrebbe riavvicinati?
Non conosco le risposte a queste domande, ma ora so cosa ha comportato la mia sopravvivenza e più di tutto desidero poter parlare di nuovo con mio padre, sentire la sua presenza accanto a me.
Gli ho scritto una lettera che ho affidato a Kaname, e spero di ottenere presto una risposta.
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6 Novembre
Oltre i Tanjiro Kamado e i suoi amici, sto passando molto tempo anche con sua sorella Nezuko.
Si tratta di una presenza strana ma non per questo meno piacevole.
È silenziosa e a detta del fratello, Nezuko ha iniziato a vedermi come parte della sua famiglia: un umano da proteggere ad ogni costo.
Dorme per lunghi periodi e quando è sveglia, e suo fratello è impegnato nell’allenamento, si rintana nella mia stanza.
Alcune volte Sumi e le altre bambine le portano dei fiori da intrecciare e altre si limita ad ascoltarmi parlare fino ad addormentarsi accanto a me, stringendo la mia mano come se temesse di vedermi scomparire.
Mi ricorda Senjuro sotto un certo punto di vista e non posso negare di aver iniziato ad affezionarmi a lei nonostante sia un demone.
Questo mi ha portato a chiedermi se ci siano altri come lei. Demoni che non si nutrono di carne umana.
Prima c’era una netta distinzione tra esseri umani e demoni. Il bianco e il nero, il grigio non era contemplato né mi sarei mai soffermato a prenderlo in considerazione.
In quanto demone, Nezuko sarebbe dovuta morire all’istante per mano di un Ammazza Demoni. Io stesso sarei stato pronto a far calare la spada su di lei.
Avrei visto in lei solo un mostro. Sarei stato cieco alla sua innocenza, sordo alle suppliche e alle parole del giovane Kamado.
Mi sarei macchiato io in prima persona del crimine dei demoni: avrei ucciso un innocente.
Il solo pensiero mi dona i brividi e per questo mi sto ponendo diverse domande sulla natura degli altri demoni creati da Kibutsuji Muzan.
Esisteranno altri demoni degni di essere salvati come Nezuko?
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7 Novembre
I giovani Ammazza Demoni sono partiti per una missione stamane e la Casa delle Farfalle è silenziosa senza di loro.
Nezuko, probabilmente, ha lasciato un fiore sul mio comodino. L’ho trovato un gesto dolce da parte sua.
Ciò che però ha reso questa giornata piena è stato il ritorno di Kaname con una risposta da parte di mio padre e, ancora una volta, non sono stato in grado di trattenere le lacrime.
Mi ha chiesto scusa ed ha promesso che sarà un uomo e un padre migliore, ma ciò che più mi ha scaldato il cuore ed emozionato è stato leggere che accettava di venire a trovarmi nei prossimi giorni. Non ho altro desiderio se non quello di rivederlo, e per quel momento spero di potermi reggere in piedi e di potermi presentare a lui sulle mie gambe e non confinato in un letto.
Di fatto nella giornata di ieri ho iniziato la mia riabilitazione fisica e mi è stato concesso di alzarmi dal letto.
Le mie gambe si sono ribellate a causa dell’ormai lunga degenza ed il petto mi ha causato non poco dolore, ma era solo un primo passo.
Non mi arrenderò.
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12 Novembre
Continuo ad avere degli incubi anche se Kocho, visti i miei miglioramenti, ha diminuito il dosaggio delle medicine.
La Terza Luna Crescente è sempre il protagonista di ogni mio incubo ma, da qualche giorno a questa parte, non è più la battaglia quella che vedo ma attimi diversi che mi hanno portato a considerare e analizzare con più lucidità ciò che ho provato in queste settimane.
Prima di tutto, sin dall’inizio, mi è stato impossibile dimenticare la voce della Terza Luna Crescente e il tono che utilizzava nel chiedermi di diventare un demone.
Durante lo scontro non avevo dato peso a quelle parole, ritenendole al pari di un insulto alla mia umanità e al mio ruolo di Pilastro della Fiamma. Tuttavia, notte dopo notte, avevo iniziato a scorgere delle diverse inclinazioni nella sua voce.
Una parte di me vorrebbe aggrapparsi allo scorrere del tempo e al mio inconscio che mi sta portando a sentire, in qualche modo, qualcosa di differente e inesistente, ma dall’altra parte lo scontro contro la Terza Luna Crescente è impresso a fuoco nella mia mente e so con assoluta certezza di non aver permesso al tempo di distorcere i miei ricordi.
Il disprezzo per la natura umana era presente nella voce della Terza Luna Crescente, quello era innegabile, ma non potevo nemmeno ignorare il ‘bisogno’ che avevo iniziato a sentir trasparire dalle sue parole.
Credo che sia la vicinanza con Nezuko a portarmi a simili conclusioni, ma mi sono posto diverse domande su queste sensazioni e incognite.
La Terza Luna Crescente nel chiedermi di diventare un demone per poter combattere per sempre con lui, stava forse cercando di trovare compagnia? Qualcuno per non trascorrere l’eternità da solo?
Ammetto sia un pensiero sciocco che, immagino, mi abbia condizionato in queste ultime notti.
Il campo di battaglia è presto diventato questo stesso letto nel quale sono disteso, e la Terza Luna Crescente appare come una presenza in questa stanza.
Mi parla, ricordandomi che avrei potuto scegliere di essere come lui e che le mie ferite potrebbero guarire se solo accettassi di diventare un demone.
A volte mi sembra di essere vigile durante quei momenti ma la figura della Terza Luna Crescente scompare sempre quando cerco di capire se si tratta o meno della mia immaginazione.
A questo punto non sono nemmeno più certo di definire queste ‘visioni’ incubi perché non è la paura o l’ansia che mi accompagna al risveglio, ma bensì la curiosità.
Continuo a ripetermi che sia stato l’affetto che ho iniziato a nutrire per Nezuko a condizionarmi e a pormi domande sulla natura anche degli altri demoni, e mi sembra la spiegazione più logica.
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13 Novembre
Stamane ho incontrato mio padre.
Abbiamo parlato per ore ed è stato emozionante e rassicurante vederlo con addosso la sua vecchia divisa da Ammazza Demoni ma, soprattutto, riscoprire nei suoi occhi la stessa forza e calore che lo avevano caratterizzato durante la mia infanzia.
Si sta impegnando per essere una persona migliore per non lasciare più indietro me e Senjuro.
È stata la prima volta, dopo anni, che finalmente ho sentito la famiglia riunita.
Desidero riprendermi al più presto.
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14 Novembre
Il mio corpo sta rispondendo bene alla riabilitazione.
Sto reimparando a veicolare il mio respiro e a muovermi nonostante l’assenza della vista nell’occhio sinistro.
Il mio umore è stabile.
I miei sogni riguardanti la Terza Luna Crescente, tuttavia, non smettono di perseguitarmi.
Ho discusso con Kocho e lei sostiene che si tratti del trauma. Tramite le sue parole ho compreso che lei stessa in passato - e forse tutt’ora - abbia vissuto uno stress simile. La morte di sua sorella è stata un duro colpo per tutti gli Ammazza Demoni e posso solo immaginare quanto sia gravata sulle sue spalle.
Probabilmente anche i sogni di Kocho sono stati perseguitati come lo sono i miei.
Le bambine della Casa delle Farfalle si stanno comunque prendendo cura di me a modo loro, forse un po’ come Nezuko, e mi fanno trovare ogni mattina un fiore diverso sul comodino.
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16 Novembre
Il giovane Kamado e i suoi compagni sono tornati alla Casa delle Farfalle incolumi dalla loro ultima missione.
Il vederli tornare mi ha riempito d’orgoglio e gioia, e loro stessi hanno espresso la loro felicità e sollievo nel vedermi in piedi sul patio.
Tuttavia un’affermazione del giovane Kamado mi ha dato da pensare. Ha affermato di sentire su di me uno strano odore, simile a quello della Terza Luna Crescente ma al tempo stesso diverso.
Non è stato in grado di dare una definizione più precisa, solo che gli ricordava quello del demone che avevo affrontato ma era ugualmente differente, privo di quell’oppressione che lo aveva quasi soffocato.
Le capacità del giovane Kamado sono straordinarie e non mi ha mai dato modo di dubitare del suo olfatto.
Quindi che cosa ha sentito su di me? Il mio odore è forse mutato? Le medicine?
Il fatto che i miei sogni continuino ad essere perseguitati dalla battaglia o da momenti di semi-lucidità nel quale vedo la Terza Luna Crescente accanto al mio letto non fanno altro se non creare nel mio inconscio non poca preoccupazione.
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17 Novembre
Questa mattina ho trovato un altro fiore sul mio comodino e sono rimasto spiazzato nello scoprire che le bambine pensavano che si trattasse di un dono di Kocho.
Non erano loro ad avermi portato i fiori durante quei giorni.
Ho sminuito, dicendo loro che probabilmente fosse opera di Senjuro, ma non riesco a non chiedermi chi ci sia realmente dietro questo mistero.
Il giovane Kamado è partito di nuovo dopo la brevissima sosta alla Casa delle Farfalle e non ho avuto modo di chiedergli se fosse o meno Nezuko l’artefice di quel dono.
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18 Novembre
Un altro fiore è apparso al mio risveglio con la differenza che, questa notte, ho sognato che fosse la Terza Luna Crescente a lasciarlo sul mio comodino.
Un’idea folle si sta facendo largo nei miei pensieri.
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25 Novembre
È trascorsa una settimana dall’ultima volta che ho preso in mano questo diario.
Il pensiero che mi aveva colto tempo fa non si è rivelato solo folle, ma anche tremendamente reale.
Da tempo i miei sogni erano caratterizzati dalla presenza della Terza Luna Crescente nella mia stanza e l’assenza di una totale lucidità, dovuta al sonno e alle medicine, mi avevano portato semplicemente a definire quelle allucinazioni come false. Frutto della mia immaginazione.
D’altro canto, nell'esatto momento in cui sentivo di recuperare il contatto con la realtà, il demone spariva dalla mia vista - offuscata a causa dell’assenza della visuale completa.
Doveva essere solo un sogno, eppure sette giorni fa ho atteso sveglio per tutta la notte e lui è arrivato.
Ho avuto paura, ero confuso e disarmato, consapevole del fatto che nella Casa delle Farfalle non ci fosse nessuno a parte me, le bambine e le due allieve di Kocho - e solo una di loro era in grado di combattere.
La mia forma fisica non mi avrebbe permesso di difendermi e anche se sapevo che avrei combattuto fino al mio ultimo respiro, non potevo fare a meno di temere per l’incolumità degli altri abitanti.
Il demone però non aveva fiatato, lo avevo sentito muoversi vicino a me per poi rivolgermi una sola frase: “So che sei sveglio Kyojuro. Vorrei trattenermi oggi che sei lucido, ma non posso.”
Mi sono subito sollevato, giusto il tempo di vederlo sulla finestra. Sorrideva.
Poi è scomparso di nuovo nella notte, come nei sogni di quelle ultime settimane… con la sola differenza che sapevo che fosse reale. Reale come il fiore che aveva lasciato sul mio comodino.
Non ho ripreso sonno quella notte. Ho continuato a ripetermi le parole del demone nella testa e a chiedermi che cosa avesse significato quel gesto ma, soprattutto, da quanto tempo stesse andando avanti.
Conoscevo la risposta, ma si è rivelato complicato accettarla a causa dell’assurdità della situazione che è andata ad aggravarsi notte dopo notte.
La prima notte dopo l’incontro il demone non si era presentato, portandomi per un momento a pensare di essere impazzito, ma la seconda l’ho visto, con il mio unico occhio sano, socchiudere la finestra per introdursi nella stanza, rivolgendomi un sorriso compiaciuto.
Non so cosa mi sia passato per la testa ma ho intrattenuto un dialogo con lui.
Ero sospettoso e non nascondo nemmeno il timore che tuttora fatica a lasciarmi, ma il bisogno di comprendere era più grande.
Gli ho chiesto perché fosse lì e perché non avesse attaccato nessuno e le sue risposte mi hanno lasciato altrettanto spiazzato.
“Non ho interesse per donne e bambini.”
Strana affermazione per un demone, ma non ho avvertito menzogna nel suo scrollare le spalle.
Ha espresso interesse nei miei confronti, si è detto sorpreso dalla mia resilienza e mi ha chiesto di nuovo di diventare un demone, mostrando irritazione solo di fronte al mio rifiuto.
“Cambierai idea,” mi ha detto per poi sparire nella notte.
Anche la terza notte è tornato e così anche nelle successive.
Ha ammesso di avermi osservato dormire e di essere stato lui a lasciare i fiori, anche se non ha voluto dare spiegazioni.
Ha continuato a chiedermi di diventare un demone, insistentemente nonostante i miri rifiuti, ma non è mai diventato violento.
Fatico a comprendere che cosa significhi quello che sta accadendo e non capisco nemmeno perché non lo abbia denunciato.
Ora, sto attendendo che cali la notte, e sto scrivendo queste parole perché forse sono giunto ad una conclusione che probabilmente solo scritta potrà apparirmi come sensata.
Sto cercando in questo demone la stessa umanità di Nezuko o, quanto meno, un modo per capire se ci siano davvero altri come lei.
La Terza Luna Crescente non è innocente come la sorella del giovane Kamado, ne sono consapevole, eppure non riesco ad evitare di avere questi dubbi, corroborati dal fatto che quel demone si sia comportato in modo così anomalo.
Non so se mai avrò una risposta ma terrò per me questo segreto e spero di venirne a capo in un modo o nell’altro.
Ad ogni modo, questa sarà anche l’ultima notte che trascorro alla Casa delle Farfalle e farò ritorno alla mia dimora e non posso fare a meno di chiedermi se il demone mi seguirà anche lì.
Lo scoprirò.