Tra i due litiganti... [CAP 2]
Mar. 28th, 2025 09:23 amPrompt: Il filo di Arianna
Rating: SAFE (per ora)
Personaggi: Rengoku Kyojuro, Akaza Soyama, Hakuji Soyama
Warning: Modern!AU, Hakuji e Akaza sono gemelli, Inizia la 3some
Parole: 2730
La discussione avuta con Tengen aveva tormentato Kyojuro per giorni al punto che alla fine non aveva potuto far altro se non convincersi che l’unico modo per uscire da quella situazione fosse davvero tentare.
Come aveva detto Tengen: se fosse andata male, lui sarebbe stato probabilmente libero.
Era infatti possibile che i due gemelli si sarebbero scoraggiati, e quel corteggiamento sarebbe finito.
Un po’ gli dispiaceva ma dall'altra parte avrebbe potuto continuare a lavorare senza imbarazzi d'ogni sorta.
Alla fine però, nonostante la crescente certezza che quella fosse la soluzione giusta, Kyojuro non riuscì a parlare con i gemelli nei giorni successivi alla sua decisione. Un po’ per imbarazzo e un po’ per altri fattori che si erano frapposti tra lui e la sua risoluzione.
L'occasione per sbrogliare quel problema, il cosiddetto filo di Arianna, sembrò presentarsi il weekend successivo, quando a Rengoku spettò la chiusura della cassa e del Kimetsu Café.
Aveva fatto andare già a casa Tanjiro, rassicurandolo di poter chiudere il locale anche da solo, e dopo aver sbrigato i suoi compiti, Kyojuro aveva abbassato la serranda preparandosi per il ritorno al suo appartamento.
Quel giorno i gemelli non si erano presentati e succedeva spesso durante i weekend. Era quindi probabile che avessero qualche competizione sportiva visto che, in quei mesi, Rengoku aveva scoperto che praticavano entrambi karate.
Sicuramente, si disse, il giorno dopo gli avrebbero raccontato dei loro combattimenti, nel tentativo di attirare la sua attenzione - cosa che, evidentemente, aveva funzionato visto che erano ormai diventati la sua ossessione.
«Kyojuro!» la voce squillante di Akaza lo distolse dai suoi pensieri e Rengoku si voltò di scatto, incrociando lo sguardo del ragazzo a pochi metri da lui.
Indossava una tuta e portava con sé un borsone. Il viso era leggermente arrossato e aveva anche il fiatone, segno che avesse corso fino a lì, tuttavia il sorriso che gli stava rivolgendo era sempre lo stesso.
Per un momento Kyojuro sentì le parole mandargli, la riuscì a ricomporsi.
«Buonasera, Soyama-kun,» lo salutò educato.
«Puoi chiamarmi Akaza, te lo dico sempre!» esclamò il ragazzo riducendo la distanza con qualche passo. «Vedo che hai già chiuso, peccato… mi sarebbe piaciuto assaggiare qualche tua specialità~»
L'insinuazione all'apparenza innocente di Akaza era intrisa di malizia e ovviamente non sfuggì ad Kyojuro. Nascose il disagio dietro un sorriso cordiale, ma ancor prima di rispondere il ragazzo riprese la parola.
«Stai tornando a casa?»
«Uh… sì,» rispose senza pensarci, comprendendo solo dopo qualche momento le intenzioni di Akaza.
«Perfetto! Ti accompagno!» esclamò infatti il ragazzo. Era un'affermazione e non una domanda.
Rengoku cercò subito le parole per rifiutare Akaza, ma l'arrivo di un trafelato - e arrabbiato - Hakuji lo costrinsero a tacere per il momento.
L'atmosfera si fece all'istante tesa e bastò solo un «Che cosa ci fai qui, Akaza?», sibilato da Hakuji, per far rabbrividire Kyojuro.
Akaza sembrò gonfiare il petto per l'orgoglio, mentre nei suoi occhi brillava una luce carica di sfida.
«Stavo per accompagnare Kyojuro a casa sua~» rispose.
Rengoku avrebbe voluto dirgli che no, non lo stava per fare, ma rimase immobile a far correre lo sguardo tra i due gemelli per qualche istante.
Hakuji non nascose un moto di irritazione, ma quando si rivolse a Kyojuro sembrò lo stesso di sempre: gentile e calmo.
«Ti chiedo scusa per l'invadenza di mio fratello, Kyojuro-san. Prometto che farò ammenda per il fastidio che ti ha arrecato,» rispose e Rengoku, che era ormai abituato a entrambi, scorse la stessa malizia di Akaza anche nelle parole di Hakuji, nonostante quest'ultimo fosse stato meno diretto.
«Ma quale fastidio!» si difese Akaza. «Va a casa Hakuji! Qui sei di troppo!»
«Non ho intenzione di lasciarti da solo con Kyojuro-san,» ribatté Hakuji.
Erano sul puntò di litigare. Non era la prima volta e, come sempre, sembrava tutta colpa di Rengoku.
In realtà non era proprio a causa sua, Kyojuro altro non era che l’oggetto della loro disputa.
Ciononostante Rengoku provò subito un po’ di dispiacere e di senso di colpa all'idea di essere lui la fonte dei dissapori tra i due fratelli.
D'altro canto, Kyojuro stesso era un fratello maggiore. E anche se sapeva che i litigi erano normali, non riusciva a concepire quella situazione.
Fece una piccola smorfia, arricciando il naso, rendendosi poi conto di aver parlato solo quando sentì la sua stessa voce.
«Accompagnatemi entrambi.»
Quell’affermazione bloccò sul nascere il battibecco dei gemelli e, incredibilmente, riuscì anche a lasciare i due senza parole.
A quel punto Kyojuro sapeva di essersi messo in una posizione compromettente ma, al tempo stesso, aveva anche creato l'occasione adatta per far finire tutto… sia nel bene che nel male.
I due ragazzi erano rimasti spiazzati dalla sua proposta che era arrivata in modo inaspettato e non ne fecero mistero.
«… insieme?» domandò incerto Hakuji, aggrottando un poco le sopracciglia.
Rengoku trattenne il respiro per qualche istante, lasciandolo poi scivolare fuori dalle labbra socchiuse.
«Sì,» confermò, cercando di non lasciar trasparire l'insicurezza. «Andiamo?»
Fece un primo passo e subito i gemelli lo affiancarono. Erano stranamente silenziosi, forse erano ancora troppo sconvolti da quello che stava accadendo per poter reagire.
Sotto un certo punto di vista, quello gonfiò un poco l’ego di Kyojuro. Sapeva di avere un ‘certo potere’ su Akaza e Hakuji, ma averne la conferma lo faceva sentire quasi strano.
D’altro canto, era quello che voleva: desiderava avere in mano la situazione, qualsiasi cosa fosse accaduta.
Iniziò quindi a pensare a come avrebbe dovuto affrontare il discorso, quali parole utilizzare e quali, invece, evitare. La sua mente si affollò di ipotesi più o meno fantasiose che l’avrebbero portato tutte alla ‘conclusione migliore’ - alla tanto agognata threesome.
Strinse le labbra per nascondere un sorriso sciocco ed emozionato e si sforzò di prendere in considerazione anche l’ipotesi di un fallimento, e si scoprì quasi deluso.
Onestamente parlando, Rengoku non aveva poi così tanta esperienza in campo sessuale, men che meno con più di un partner contemporaneamente. A dirla tutta, era raro che qualcuno potesse vantare simili conquiste - Tengen era un caso straordinario infatti -, e di conseguenza Kyojuro iniziò a sentirsi quasi strappato in due. Diviso dall’attrazione che provava per entrambi i gemelli, e dall'altra dal suo carattere che, al contrario, remava dalla parte opposta.
Per non parlare poi dell'ipotesi che stava ignorando con tutto se stesso, e che aveva invece delle buone probabilità di avverarsi: forse i gemelli non volevano fare sesso con lui.
A causa di Tengen e della sua malizia, Rengoku aveva quasi dato per scontato che quella sera si sarebbe conclusa o con un rapporto sessuale o con i due che rinunciavano definitivamente… non aveva preso in considerazione il fatto che potessero avere intenzioni serie e che volessero prima frequentarlo.
Quella situazione stava prendendo una piega sempre più complessa e Kyojuro si pentì di aver dato retta a Tengen.
Raggiunsero il complesso dove si trovava il suo appartamento dieci minuti dopo - era una fortuna per lui abitare così vicino al Kimetsu Café -, e lì Rengoku si fermò, costringendo a fronteggiare i due ragazzi che erano rimasti silenziosi, ancora troppo spiazzati per registrare realmente che cosa fosse accaduto.
«Sono arrivato,» annunciò, spezzando l'incantesimo che sembrava aver reso muti i gemelli.
«Oh! Okay!» rispose un po’ stupidamente Akaza schiarendosi la voce che era suonata vagamente acuta.
«… volete entrare?»
Gli occhi di entrambi i ragazzi si allargarono e Kyojuro stesso sentì il proprio cuore aumentare il proprio battito.
Aveva scelto quale scenario percorrere e sperò con tutto se stesso di non aver fatto la scelta sbagliata.
Il primo a reagire fu Hakuji che afferrò il polso di Akaza prima che questo potesse fare qualsiasi cosa.
Aveva di nuovo aggrottato le sopracciglia e la sua bocca aveva preso una piega simile ad un broncio.
Era sospettoso, ma i suoi occhi non nascondevano l'interesse.
«Che cosa significa?» domandò.
«Cosa vuoi che significhi, Kuji?» ribatté subito Akaza, divincolandosi dalla presa del fratello.
«Ovvio che lo so, idiota!» tagliò corto Hakuji senza però riuscire ad aggiungere altro.
Rengoku aveva sperato, per un millesimo di secondo, di potersela cavare senza troppe spiegazioni ma sapeva anche che sarebbe stato impossibile.
Trovare le parole però, nonostante le avesse ripetute mentalmente fino a quel momento, si rivelò quasi complicato al punto che si lasciò sfuggire la frase più semplice e scontata di tutte - ma che, in fin dei conti, era anche quella che spiegava meglio la situazione.
«Mi piacete entrambi.»
«Quindi?» incalzò Hakuji, e Kyojuro si costrinse a mettere in fila tutti i suoi pensieri, sperando di non risultare un idiota.
«Sono mesi che state cercando di spingermi a scegliere uno di voi due… ma non voglio farlo,» rispose. «O tutti o nessuno, anche se so che può sembrare presuntuoso da parte mia. E sicuramente vi metterà in una situazione… delicata, per modo di dire.»
Attese con impazienza una reazione da parte dei gemelli e si chiese se, forse, non sarebbe stato meglio cercare di articolare meglio le sue intenzioni e pensieri.
«Se Hakuji ci sta, io ci sto!» esclamò Akaza. Sembrava non averci pensato su minimamente e Rengoku non si sentì sorpreso dalla velocità con la quale aveva risposto, ma bensì dalla leggerezza con la quale aveva accolto la proposta.
Hakuji, al contrario, sembrò pensarci un po’ su. Al contrario di Akaza, Hakuji era sempre stato quello all'apparenza più giudizioso.
«Mettiamo subito le cose in chiaro,» esordì infatti. «Lo stai dicendo per spaventarci e liberarti di noi o… vuoi qualcosa in più?»
Kyojuro si prese un momento prima di rispondere e decise di essere del tutto sincero.
«Entrambe le cose. Da una parte spero che voi non vogliate una relazione a tre, e che quindi siate scoraggiati dal continuare a… beh, corteggiarmi pubblicamente. Dall'altra però… sono sincero nel dire che mi piacete entrambi. Quindi… vorrei qualcosa di più. Che non sia solo… sesso, intendo!» si affrettò ad aggiungere.
«Hakuji…»
Il tono speranzoso di Akaza costringe Hakuji a lanciargli uno sguardo. Si guardarono per qualche istante, facendo pensare a Kyojuro che avessero chissà quale legame mentale, poi Hakuji riprese la parola.
«Tu mi piaci, e sfortunatamente piaci anche a mio fratello,» dichiarò senza mezzi termini, mantenendo sempre la sua compostezza. «Abbiamo cercato di spingerci l'un l'altro a rinunciare a te, ma senza risultati… ma data la situazione, a seconda della tua risposta, avrei costretto entrambi a rinunciare.»
Nelle sue affermazioni c'era un velo di minaccia oltre che di decisione. Rengoku avvertì un forte slancio di protettiva da Hakuji e comprese la situazione ancor prima che il ragazzo continuasse a parlare.
«Non ti avrei permesso di giocare con i suoi sentimenti, né tanto meno con i miei,» proseguì infatti, per poi assumere lentamente un’espressione più rilassata e quasi soddisfatta. «Ma ci abbiamo sempre visto giusto su di te… e ammetto di non aver mai preso in considerazione questo scenario.»
«Hakuji! Cazzo! Andiamo dentro con Kyojuro e basta!» esclamò con una certa urgenza Akaza.
Rengoku non sapeva ancora come reagire, ma sentì un enorme peso sollevarsi dalle sue spalle, venendo sostituito da un brivido d’eccitazione, quando Hakuji riprese la parola.
«D’accordo. Andiamo dentro.»
Akaza sorrise vittorioso e Kyojuro, mentre si avviava con loro verso la porta del suo appartamento, non poté fare a meno di chiedersi se il ragazzo avesse realmente capito quello che sarebbe potuto accadere da lì a poco.
Il nervosismo iniziò a scontrarsi con l’aspettativa al punto che per qualche momento Rengoku quasi faticò a infilare la chiave nella toppa. Si impose di trattenere il respiro per fermare il tremolio alla mano e finalmente, con un click che suonò come un’esplosione alle sue orecchie, riuscì ad aprire la porta.
Accese la luce, illuminando il piccolo ingresso del suo appartamento, poi si rivolse ai due ragazzi, facendosi leggermente di lato.
«Prego…» lì invitò.
Akaza e Hakuji sembrarono non esitare nel varcare la porta e Kyojuro si domandò come facessero a sembrare così a loro agio, quando lui si sentiva sull’orlo di una crisi.
Si voltò per chiudere la porta e cercare, con quel breve momento di raccoglimento, di ritrovare l’equilibrio.
Un altro click gli investì le orecchie ma ancor prima di poter tentare di rimettere in ordine i suoi pensieri, Rengoku si ritrovò con la schiena schiacciata contro la porta e le labbra calde di Akaza sulle sue.
Le mani del ragazzo si erano posate sul suo viso e aveva premuto, senza alcun imbarazzo, il corpo contro quello di Kyojuro.
Rengoku emise un verso sorpreso per quell’attacco inaspettato, e quello sembrò dare occasione ad Akaza di insinuare la lingua dentro la sua bocca, cercando di coinvolgerlo più attivamente in quel bacio che si stava facendo sempre più intimo.
Kyojuro ci mise qualche istante prima di capire che cosa stava accadendo, tuttavia non riuscì a reagire come avrebbe voluto perché il ragazzo si allontanò poco dopo, tirato via dal fratello.
«Che stai combinando?!» esclamò Hakuji. Aveva alza un po’ la voce, perdendo per qualche istante la sua solita compostezza.
Akaza si leccò lentamente le labbra con un sorrisetto malizioso.
«Sono stato il primo!» dichiarò con palese soddisfazione e sfida nei confronti del fratello.
«Non significa niente!» ribatté invece Hakuji.
«A Kyojuro è piaciuto. Vero, Kyojuro?»
Rengoku era rimasto immobile senza sapere come reagire e quella domanda riuscì parzialmente a riscuoterlo, facendogli registrare il battibecco tra i due gemelli… che sembravano non saper far altro se non essere in competizione l’uno con l’altro, cosa che Kyojuro voleva evitare.
«Non riuscite proprio ad andare d’accordo?» domandò schiarendosi la voce.
«Sì, ci riusciamo,» rispose Hakuji, anche se stava ancora occhieggiando il fratello.
«Ovvio che sì!» confermò prontamente Akaza. «Ma vuoi dire che non ti eccita averci qui che ci battiamo per le tue attenzioni?» insinuò poi.
Dovendo essere sincero, Rengoku avrebbe dovuto rispondere affermativamente, ma non voleva dare loro quella soddisfazione - che li avrebbe portati ad altre discussioni. Inoltre aveva la netta sensazione che li avrebbe preferiti come alleati, soprattutto se volevano far funzionare quella cosa.
«Non lo nego,» ammise, per poi cercare di argomentare i suoi pensieri. «Preferirei però vedervi andare d’accordo… mi spiego…»
Si fermò per un momento, raccogliendo le parole giuste per far capire ai gemelli quando lui stesso tenesse e credesse a quella relazione che poteva nascere. Era certo che prima di fare qualsiasi altra cosa, una discussione fosse d’obbligo, magari per decidere delle regole, capire quali fossero i limiti e le intenzioni per il futuro.
«Se è questo quello che vuoi…» si inserì Hakuji, impedendo a Kyojuro di riprendere la parola.
Rengoku alzò lo sguardo sul ragazzo e lo vide guardare a sua volta Akaza. Ancora una volta gli sembrò che i due stessero comunicando mentalmente per quanto fosse sciocco, ma era comunque chiaro che ad entrambi bastasse un’occhiata per comprendersi senza parlare. Infatti Akaza sorrise malizioso, facendo un lieve cenno del capo, poi gli occhi di entrambi si posarono su Kyojuro, ancora appoggiato alla porta.
Si sentì in trappola ma quella sensazione non gli causò alcuna reazione negativa, tutt’altro.
«Tu riesci sicuramente a metterci d’accordo, vuoi una dimostrazione pratica?» insinuò Akaza.
Aveva iniziato a ridurre di nuovo le distanze e con lui anche Hakuji. L’aria attorno a loro si era fatta improvvisamente più calda e sembrò diventare ardente quando fu Hakuji a baciarlo.
Diversamente dal fratello, si dimostrò meno irruento e corteggiò le labbra di Rengoku con la lingua prima di approfondire quel contatto.
Kyojuro tentò subito di rispondere ma l’intervento di Akaza lo portò ad emettere un gemito contro la bocca di Hakuji. Il ragazzo aveva infatti iniziato a baciargli il collo, facendo scivolare la mano sul suo petto in una lenta carezza che venne presto imitata anche dal fratello.
Un pensiero attraversò rapidamente la mente, ormai indebolita, di Kyojuro. Sembrava quasi che i gemelli si fossero messi d’accordo, che fosse in qualche modo riuscito a trovare la via d’uscita da quella difficilissima situazione.
Si sentì vagamente fiero e soddisfatto da quel risultato. Rengoku aveva seguito il filo di Arianna e ne era uscito vincitore… eppure, mentre era in balia di quelle sensazioni così piacevoli, non poté fare a meno di chiedersi che cosa sarebbe successo da quel momento in poi.
Di certo, insinuò una vocina fin troppo simile a quella di Uzui Tengen, la threesome era assicurata.